BeReal, e i social pop-up

Sono stanco di scrivere questa newsletter? Provo a rispondere

48
6

Iscrivi a Digital Journalism qui!

Partiamo dalle basi. 

BeReal è un social fondato nel gennaio 2020 da un francese. 

Ti scarichi l’app sul cellulare. Ogni giorno, a un certo orario e contemporaneamente per tutti gli utenti iscritti, ti arriva un alert: «⚠️ Time to BeReal. ⚠️». Da quel momento hai due minuti per scattare un foto. La fotocamera scatta contemporaneamente sia dalla camera posteriore (immortalando quindi quello che vedi) sia da quella anteriore (immortalando quindi il tuo volto). Solo se posti in quei due minuti, puoi vedere le foto degli altri, amici e non. 

Mercoledì ho ricevuto la notifica da BeReal attorno alle 14: stavo seguendo la maratona Mentana nella redazione di Will. Questa è la foto scattata in quei due minuti: come vedete scatta contemporaneamente sia dalla fotocamera posteriore che da quella anteriore.

Il risultato, come ho constatato in questi giorni di prova, è un’istantanea affascinante di una piccola porzione di mondo in quei due precisi minuti.

E qui arriviamo al punto: BeReal è uno dei tanti social che mirano al ritorno dell’Appointment internet di cui ho parlato più volte. 

Sono pop-up social: social che «tramite alert simultanei e limiti temporali offrono un’esperienza online condivisa in un panorama social sempre più frammentato». 

Vedi Clubhouse, Wordle, HQ Trivia. Sono social «alternativi» che ti mettono qualche tipo di costrizione per creare effetto di nostalgia e di community.

Da una parte ti costringono a condividere qualcosa di «reale» (con BeReal è impossibile mettersi in posa vista la costrizione);  dall’altra qualcosa di immediato, che ti faccia sentire parte di un gruppo connesso con te in quel preciso momento. 

Funzionerà? 

Non lo so. Lunedì BeReal è diventata l’app gratuita più scaricata sull’App Store. A oggi ha circa 30 milioni di utenti, ha raccolto 30 milioni $, ne raccoglierà altri 85 mln e ne è valutata 600. 

I motivi del «successo» secondo l’ottimo Casey Newton sono diversi:

  1. l’entusiasmo degli early adopter;

  2. l’effetto passaparola

  3. la TikTokizzazione di Instagram che sta spingendo diverse persone a cercare nuove esperienze più social. 

Sempre per Casey Newton, però, non ci conviene affidare troppo entusiasmo. Esattamente come per Clubhouse, forse il social fallirà, ma la tecnologia e lo spirito alla sua base no.

Se nei prossimi sei mesi BeReal dovesse avere veramente successo, molto probabilmente Instagram, Snapchat e altri cloneranno il suo meccanismo.

E noi potremmo ritrovarci sul telefono un alert da Instagram che farà tipo: «⚠️ It’s Instagram O’Clock ⚠️». 


🙌 Pezzi belli belli

A post shared by The Washington Post (@washingtonpost)

🙋‍♂️ Quale esperienza andrebbe fatta da tutti prima di morire? Una domanda semplice, un thread fantastico.

✍️ Sono ancora una giornalista? «Non so se posso, o voglio, lavorare a queste condizioni».

💁‍♀️ Alcuni uomini stanno creando fidanzate con l’AI. E le stanno abusando.

👓 La bellezza di questo servizio del New York Times sul trucco attoriale di Meryl Streep di togliersi gli occhiali.

🍷 «Sono diventata sobria durante la pandemia». Yep, c’è chi lo è diventato.


⚒ Tools & How-to

Pioggia, bar e musica jazz per lavorare d’agosto.

Per evitare distrazioni quando scrivo sto usando Otto, un bel timer che ti blocca persino i siti dei social.

Volete fare un bell’evento live con sondaggi e quiz? Sli.do!

Ordiniamo le task, yes.

Come si fa la To-do list di domani, preciso.


💵 Work

Dolce & Gabbana cerca un Copywriter.

Openknowledge pure.

Ydea anche.

Alkemy vuole un Web editor.

La Paramount un Content designer.

Loro Piana ancora un Head of content.


Daje, torno a seguire la crisi di governo.
Prossima settimana vi scrivo dalla Puglia!
Fatemi sapere che ne pensate di questo numero!