La cosa curiosa è che io uso ChatGPT principalmente per ridurre i miei testi che sono invece sempre troppo lunghi o per tradurli in italiano quando li scrivo in inglese (o viceversa).
La tua analisi, per il resto, è piuttosto corretta. Trovo solo che alcune osservazioni stilistiche siano derivate più dalla lingua inglese che non da ChatGPT.
Cerco di spiegarmi... io in inglese mi rendo conto come scriva in modo molto più coinciso, frasi brevi etc... (forse perché al lavoro così mi hanno insegnato). Mentre in italiano mi dilungo in subordinate come se non ci fosse un domani.
Quel grafico sugli articoli spiega perché leggo “tecnicamente” più cose di prima ma mi sembra di leggerne meno. Il mio cervello classifica come insignificanti i testi che riportano quelle caratteristiche che hai giustamente elencato, e quindi è come se mangiassi polistirolo e mi stupissi di non sentire il gusto e sentire una leggera nausea.
Ricordiamoci che lo schema triadico è tipico del pensiero occidentale: la triade hegeliana, le tre facoltà dell’anima di Kant, le tre componenti della retorica, ecc.
Come dici tu alla fine le AI hanno imparato da noi.
Sta cosa di dividere in tre non se l’è mica inventata ChatGPT, l’ha presa dai migliori pensatori dell’occidente (in questo caso).
Io sono uno che spezza sempre i concetti in tre parti: nei video, nei talk, pure al pub con gli amici. E adoro gli elenchi puntati. E pure le metafore assurde.
Tutte cose che sono elencate in questa newsletter 🤣
Ma giuro di essere umano… almeno credo 😬
Occhio a non fare la caccia alle streghe e iniziare a vedere AI anche dove non c’è.
P.S. ma l’intervista citata di Floridi è quella che penso? 🥰
Articolo molto interessante, ti ringrazio e seguo con piacere!
Io sono da poco su Substack, neanche un mesetto vero e proprio. Ci sono sicuramente tante cose che mi sfuggono, ma qualcosa inizio a notarlo anch'io.
Mi è capitato di vedere articoli, note, commenti scritti palesemente da IA. Il caso più eclatante solo recentemente: una persona mi ha ricondivisa con un commento generato da IA – avrà copiato e incollato il mio ultimo post per estrarre due righe da dire senza neanche controllarne la veridicità, tant'è che mi sono ritrovata con parti di testo citate male. Mi ha fatto un po' sorridere, a essere onesta.
Ultimamente però noto anche un'incomprensione: c'è molta attenzione ad alcuni dettagli che citi anche tu, come i miei amatissimi e da me abusatissimi trattini lunghi – a me piace la via di mezzo, nè "-" nè "—"! Come diceva qualcuno nei commenti, probabilmente il loro uso mi è rimasto addosso dai testi anglofoni.
Un po' mi fa pensare al fatto che i miei testi – e come i miei, tanti altri – possano rischiare di non essere letti proprio per questa incomprensione. Spero di no, perchè sinceramente non me la sento di abbandonare i miei trattini-di-media-lunghezza!
Personalmente l'uso che faccio di IA, in particolare di ChatGPT, è indirizzato verso il brainstorming (ma sono cocciuta, quindi a un certo punto faccio come dico io e abbandono la conversazione – fa un po' effetto moneta, quando la lanci per prendere una decisione ma, prima che cada, hai già deciso) e la traduzione, che non è valida in assoluto ma è un supporto non indifferente, se si vuole velocizzare un po' la trasposizione in un'altra lingua. Certo, bisogna stare un po' attenti e "guidare" la macchina, ma credo che un uso consapevole possa essere un buono strumento – di cui si può fare tranquillamente a meno, credo.
Tra i segnali del passaggio su Chat GPT c'è anche un uso piuttosto spregiudicato delle emoji, diciamo superiore a quello consentito una volta raggiunti i 20 anni.
Io uso abitualmente — e •, e tre aggettivi per descrivere qualcosa. Le parentesi, solo se devo elencare qualcosa di secondario e non voglio fare un elenco 😆
Articolo molto molto interessante! Io personalmente trovo che l’AI ci abbia davvero semplificato la vita. Come tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione (anche i più “datati” come Google Translate), l’AI è utile per velocizzare il lavoro ma va utilizzata come supporto, non come fonte primaria di creazione o conoscenza. L’importante è sapere come e quando usarla. ChatGPT è ufficialmente il mio miglior stagista!
Ottimo articolo, vorrei aggiungere un difetto dell'AI. È ridondante, riesce a scrivere gli stessi concetti in tre modi diversi e farli coesistere all'interno del testo. Io, dopo mesi di utilizzo di chat GPT, gli ho chiesto di modificare o eliminare alcuni pattern che usa e che mi infastidiscono (ad esempio le parole 'autentico' e 'optare' delle quali faceva ampio utilizzo). Ad ogni modo, non pubblico mai nulla senza metterci del mio.
Ecco, quelli credo abbiano un girone dell’inferno tutto per loro. Posso capire non accorgersi di certi pattern ricorsivi nei testi generati dall’AI, ma i codici vuol dire che nemmeno leggi l’output prima di incollarlo e pubblicare
La cosa curiosa è che io uso ChatGPT principalmente per ridurre i miei testi che sono invece sempre troppo lunghi o per tradurli in italiano quando li scrivo in inglese (o viceversa).
La tua analisi, per il resto, è piuttosto corretta. Trovo solo che alcune osservazioni stilistiche siano derivate più dalla lingua inglese che non da ChatGPT.
Cerco di spiegarmi... io in inglese mi rendo conto come scriva in modo molto più coinciso, frasi brevi etc... (forse perché al lavoro così mi hanno insegnato). Mentre in italiano mi dilungo in subordinate come se non ci fosse un domani.
Quel grafico sugli articoli spiega perché leggo “tecnicamente” più cose di prima ma mi sembra di leggerne meno. Il mio cervello classifica come insignificanti i testi che riportano quelle caratteristiche che hai giustamente elencato, e quindi è come se mangiassi polistirolo e mi stupissi di non sentire il gusto e sentire una leggera nausea.
Ricordiamoci che lo schema triadico è tipico del pensiero occidentale: la triade hegeliana, le tre facoltà dell’anima di Kant, le tre componenti della retorica, ecc.
Come dici tu alla fine le AI hanno imparato da noi.
Sta cosa di dividere in tre non se l’è mica inventata ChatGPT, l’ha presa dai migliori pensatori dell’occidente (in questo caso).
Io sono uno che spezza sempre i concetti in tre parti: nei video, nei talk, pure al pub con gli amici. E adoro gli elenchi puntati. E pure le metafore assurde.
Tutte cose che sono elencate in questa newsletter 🤣
Ma giuro di essere umano… almeno credo 😬
Occhio a non fare la caccia alle streghe e iniziare a vedere AI anche dove non c’è.
P.S. ma l’intervista citata di Floridi è quella che penso? 🥰
pure io amante totale degli elenchi e dei trattini (ma corti). mmm credo sia quella a Gazzoli!
Credo quella rilasciata a Gianluca Gazzoli nel suo podcast “Passa dal Bsmt”
Articolo molto interessante, ti ringrazio e seguo con piacere!
Io sono da poco su Substack, neanche un mesetto vero e proprio. Ci sono sicuramente tante cose che mi sfuggono, ma qualcosa inizio a notarlo anch'io.
Mi è capitato di vedere articoli, note, commenti scritti palesemente da IA. Il caso più eclatante solo recentemente: una persona mi ha ricondivisa con un commento generato da IA – avrà copiato e incollato il mio ultimo post per estrarre due righe da dire senza neanche controllarne la veridicità, tant'è che mi sono ritrovata con parti di testo citate male. Mi ha fatto un po' sorridere, a essere onesta.
Ultimamente però noto anche un'incomprensione: c'è molta attenzione ad alcuni dettagli che citi anche tu, come i miei amatissimi e da me abusatissimi trattini lunghi – a me piace la via di mezzo, nè "-" nè "—"! Come diceva qualcuno nei commenti, probabilmente il loro uso mi è rimasto addosso dai testi anglofoni.
Un po' mi fa pensare al fatto che i miei testi – e come i miei, tanti altri – possano rischiare di non essere letti proprio per questa incomprensione. Spero di no, perchè sinceramente non me la sento di abbandonare i miei trattini-di-media-lunghezza!
Personalmente l'uso che faccio di IA, in particolare di ChatGPT, è indirizzato verso il brainstorming (ma sono cocciuta, quindi a un certo punto faccio come dico io e abbandono la conversazione – fa un po' effetto moneta, quando la lanci per prendere una decisione ma, prima che cada, hai già deciso) e la traduzione, che non è valida in assoluto ma è un supporto non indifferente, se si vuole velocizzare un po' la trasposizione in un'altra lingua. Certo, bisogna stare un po' attenti e "guidare" la macchina, ma credo che un uso consapevole possa essere un buono strumento – di cui si può fare tranquillamente a meno, credo.
Ciao! 🐞
Tra i segnali del passaggio su Chat GPT c'è anche un uso piuttosto spregiudicato delle emoji, diciamo superiore a quello consentito una volta raggiunti i 20 anni.
anche i due punti (:) a dosi massicce
Io uso abitualmente — e •, e tre aggettivi per descrivere qualcosa. Le parentesi, solo se devo elencare qualcosa di secondario e non voglio fare un elenco 😆
Articolo molto molto interessante! Io personalmente trovo che l’AI ci abbia davvero semplificato la vita. Come tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione (anche i più “datati” come Google Translate), l’AI è utile per velocizzare il lavoro ma va utilizzata come supporto, non come fonte primaria di creazione o conoscenza. L’importante è sapere come e quando usarla. ChatGPT è ufficialmente il mio miglior stagista!
Ottimo articolo, vorrei aggiungere un difetto dell'AI. È ridondante, riesce a scrivere gli stessi concetti in tre modi diversi e farli coesistere all'interno del testo. Io, dopo mesi di utilizzo di chat GPT, gli ho chiesto di modificare o eliminare alcuni pattern che usa e che mi infastidiscono (ad esempio le parole 'autentico' e 'optare' delle quali faceva ampio utilizzo). Ad ogni modo, non pubblico mai nulla senza metterci del mio.
Veramente un bell'articolo, molto interessante.
Mamma mia quanto odio i «Non è x, è y», vengono messi ovunque.
si ma puoi sempre dirgli di non usare questo pattern ;-)
Ah sì sì, certo, andrebbe detto a tutti quelli che ci fanno articoli e li pubblicano
senza contare quelli che nel copia e incolla non tolgono nemmeno al formattazione markdown e lasciano i ## ;-)
Ecco, quelli credo abbiano un girone dell’inferno tutto per loro. Posso capire non accorgersi di certi pattern ricorsivi nei testi generati dall’AI, ma i codici vuol dire che nemmeno leggi l’output prima di incollarlo e pubblicare
Sempre molto interessante Francesco. Grazie
grazie!