Cosa sono i microdrama
E perché Maria De Filippi ci ha investito?
Ecciao,
🚄 In treno per Roma per un’ultima sessione di registrazione per il documentario sulla Costituzione.
✋ Non so voi, ma io sono rimasto un po’ scosso dalla chiusura di Wired: è il primo giornale su cui avevo scritto qualche pezzo che vedo chiudere. Una testata che voleva capire, in mezzo a tante realtà che vogliono solo colpire. Come piccolo omaggio, c’è questa raccolta di previsioni sul futuro che Wired aveva fatto nel 1997. Tra le altre, una guerra fredda tra Usa e Cina, l’irrigidimento interno dell’Unione Europea e una pandemia.
✍️ Abbiamo nuovi ospiti per il Digital Journalism Fest! Tra gli altri, avremo una Masterclass a cura di Netflix su Come si trova e racconta una storia! E chi sono io per non dirvi che trovate i biglietti qui?
E ora, partiamo!
L’ora dei Microdrama

- La tata ex detenuta e il papà single miliardario -
- Mi manchi dopo l’addio -
- Un miliardario senzatetto per Natale -
- Se amarti è peccato, allora andrò all’inferno -
La trama è tutta lì, in quei titoli lunghi e divulgativi a metà tra un pezzo Seo e un film da seconda serata di Retequattro.
In Cina li chiamano duanju, nel resto del mondo Microdrama:
serie verticali
40-100 puntate a stagione
mini episodi da 60-180 secondi
cliffhanger emotivi degni di Lost
e più di tutto, archetipi narrativi a metà tra l’opera lirica e soap opera anni 80: tradimenti, gravidanze, ricchi vs. poveri, vendette d’onore.
La notizia è che in Italia a investirci è stata Maria De Filippi, che con la sua Fascino ha lanciato una serie verticale dal titolo «Tutto in una notte»: 54 episodi realizzati assieme a un brand di chewing gum per raccontare una festa di 18esimo (il cliffhanger della prima puntata è che la festeggiata sta per buttarsi dal balcone).
È la prima grande operazione italiana all’interno di un settore che sta mangiando minuti a Netflix.
Un mercato da $15 mld
Partiamo dai numeri, dati dalla società di consulenza tech Omdia a Variety lo scorso febbraio.
$11 mld il giro d’affari nel 2025, il doppio del fatturato dell’intera industria cinematografica cinese
$14 mld di giro d’affari previsto nel 2026: $11 mld nella madre patria cinese, $1,5 in Usa, il resto sparso nel mondo
Target principale: donne 25-50 anni
Le app che guidano il boom
Le piattaforme principali di distribuzione sono quelle note (Youtube, Instagram e Tiktok). Ma accanto a queste si stanno imponendo piattaforme specializzate.
In Occidente la principale è ReelShort. Ha sede nella Silicon Valley (anche se è controllata da un colosso cinese), e nel 2024 ha visto decuplicare i suoi download.
Nei paesi emergenti la più diffusa è DramaBox, diventata nel trimestre 2025 l’app più scaricata al mondo nel settore (55 mln download).
Generalmente queste piattaforme non monetizzano sugli abbonamenti flat tipo Netflix, ma sulla formula freemium: guardi i primi 10 episodi gratis, poi per sbloccare il cliffhanger devi comprare monete virtuali o guardare decine di pubblicità.
La battaglia dell’attenzione
Il dato che più conta riguarda il watchtime da mobile, che negli Stati Uniti supera spesso quello dei principali servizi di streaming:
ReelShort: 36 minuti per utente al giorno
Netflix: 25 minuti
Amazon Prime Video: 27 minuti
Disney+: 23 minuti
Nel Regno Unito FlickReels batte Amazon Prime Video (22,3 minuti contro 21,5); in Messico DramaBox (28 minuti) supera sia Prime (24) sia Disney+ (22).
Certo, sottolinea la Ceo di Omdia, «I microdrama stanno vincendo la battaglia per l’attenzione, non quella per la scala», visto che gli utenti Usa di Reelshort sono appena 1 mln, ma l’engagement fa ben sperare il mercato.
Il microdrama più visto al mondo
Una ragazza povera ma onesta, viene costretta dalla matrigna a sposare un ex detenuto fallito, salvo poi scoprire che si tratta di un miliardario che si finge povero per testare la lealtà della sposa: 60 episodi e 419 mln di views.
Il titolo che ha sfondato il mercato occidentale segnando una svolta nell’espansione dei microdrama è La doppia vita di mio marito miliardario.
Una ragazza povera ma onesta, viene costretta dalla matrigna a sposare un ex detenuto fallito, salvo poi scoprire che si tratta di un miliardario che si finge povero per testare la lealtà della sposa: 60 episodi e 419 mln di views.
La fabbrica dei microdrama
«La TV e il cinema sono come un ristorante francese di lusso: costosi, lenti, per occasioni speciali. Noi siamo come McDonald’s: veloci, economici e disponibili ovunque», ha spiegato al Time il Ceo di Reelshort Joey Jia.
Che ha approfondito il concetto di velocità: una stagione da circa 60 episodi viene prodotta in massimo 3 mesi e girata in massimo 4 giorni. Costo, sotto i $300.000..
Il vantaggio competitivo vero arriva dopo l’uscita. Una volta che la serie è online, i data analyst raccolgono nel più breve tempo possibile migliaia di dati sulla performance: chi paga, perché paga, in quale secondo smette di guardare.
Se una serie non funziona, si rigira subito con personaggi diversi.
Cosa ci dice il successo dei microdrama
Ora, dopo aver speso qualche ora a guardare puntate di Come scaricare una star dell’hockey, La tata ex detenuta e il papà single miliardario e Come conquistare un Dilf, io non so dirvi se i microdrama saranno the next big thing anche in Europa.
Non so neppure se lo saranno in Italia, terra dei fotoromanzi di Grand Hotel e delle telenovelas sudamericane.
Ma credo che per la comunicazione digitale siano comunque un segnale enorme sull’importanza di ritmo serrato, cliffhanger informativi, serialità e verticalità totale.
Possiamo snobbarlo o possiamo studiarlo per capire dove sta andando l’attenzione delle persone. Io, nel dubbio, vado a vedere se Reene scarica davvero il giocatore di hockey.
🔥 Passa una giornata assieme ai creator italiani!
Ecco la prima line up del Digital Journalism Fest di sabato 13 giugno a Milano!
Il fil rouge della giornata sarà «futuro delle community»: come si formano, come si coltivano, come si rendono sostenibili in un epoca AI generated.
Ci sarà Edoardo Scognamiglio, che terrà una masterclass sui video; Gabriele Venturini (alias Gabry Solution) sull'AI; Maria Bosco (alias Matemaggica) sul racconto di concetti complessi.
Altri ospiti arriveranno nei prossimi giorni, io intanto sono già felicissimo di avere questi tre qui e continuo a lavorare per «incastrare» altri fuoriclasse.
Riserva il tuo posto acquistando il biglietto qui! 👇
⬆️ Shift (cambiamenti creativi)
I brand vedono salire l’engagement organico su TikTok, molto più che su Instagram
La priorità per il 2026 degli utenti sui social è… diminuire il tempo sui social. Al quinto posto, trovare la loro community di nicchia
La piattaforma più citata dai motori AI è Reddit (2,4%). Seguono a distanza Youtube, Linkedin e Facebook
🙌 Pezzi belli belli
🎸 «Le Shaggs non sapevano suonare, ma il loro unico disco anticipò il punk ed era uno dei preferiti di Kurt Cobain». Storia della migliore peggiore band di sempre
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🗣️ La devo ancora provare, ma Speechpal è un’app AI che conversa via audio con te e ti fa migliorare la tua capacità oratoria
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✍️ P.S.
I link più cliccati della scorsa puntata sono 3) Prompt personali bellissimi per ChatGPT 2) Quiz carinissimo per scoprire qual è il tuo stile di design preferito 1) Tutte le statistiche sulla tua vita.
Ciao!!








Ciao Francesco, ti segnalo che c'è un problema sul link di
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😉
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