📲 I social sono morti
Siamo nell'era dei Social AI
Buongiorno!
🫶 Vi scrivo dal treno perché oggi pomeriggio sarò all’Università di Verona, vediamoci!
📅 Domani invece parto per un weekend a Roma a registrare un format molto divertente con i ragazzi di Slim Dogs!
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🎥 Su Youtube sto cercando di pubblicare 2 video a settimana e di intensificare la produzione di Shorts. È una maratona, per ora sono arrivato a 30.000 iscritti, numero tondo che mi fa ben sperare. Qui il mio canale, datemi feedback se non l’avete ancora visto!
La puntata di questa settimana è parecchio delicata: sono state annunciate un po’ di novità che mi hanno fatto chiedere:
Che ne sarà dei social media tradizionali?
Saranno rimpiazzati da un intrattenimento sintetico?
E noi, stupendi e specchiati professionistoni dell’informazione e utenti comuni, come ne usciamo?
Partiamo!
Metto in fila i tre fatti principali di questa settimana:
Il tempo trascorso sui social ha raggiunto il picco nel 2022 ed è in calo costante da allora (ricerca Financial Times/GWI).
Meta ha lanciato Vibes un nuovo feed di video brevi generati dall’AI integrato nell’app Meta AI.
OpenAI ha lanciato Sora 2, un’app tipo TikTok ma con video interamente generati dall’AI.
❌ I social diventano anti-social
Partiamo dalla ricerca del Financial Times condotta sulle abitudini di 250.000 persone e che rivela uno shift d’abitudine passato inosservato.
Usiamo i social sempre meno per scopi sociali e sempre più per scopi personali.
Non più per incontrare nuove persone o condividere la nostra opinione; ma per seguire le nostre celeb preferite e riempire il tempo libero scrollando compulsivamente.

Il Financial Times parla di «antisocial media»: sovraccarichi da informazioni, tossicità e paura di shitstorm scatenate dalle varie Fragolina88 e Bulldozer79, sempre più persone stanno rimpiazzando la creazione di contenuti e le interazioni con lo scrolling infinito e passivo di video leggeri ma ipnotici.
👉 Ecco i social AI
In questo shift, ecco la risposta della industry, ben rappresentata questa settimana da Meta e OpenAI: soddisfare quella domanda in aumento di contenuti leggeri e ultra-processati pensati per farci spegnere il cervello e procurarci facili rilasci di dopamina
Un feed senza più quasi nessun umano dall’altro capo.
Un flusso infinito di scenette surreali create dall’AI a bassissimo valore informativo e alto impatto emozionale.
Un’inondazione di stimoli ancora più assurdi e ancora più personalizzati.
Junk-food digitale, creato direttamente dall’AI.
🤷 AI-Slop
Una delle funzioni chiave di Sora2 è Cameo, la possibilità di inserire noi stessi all’interno dei video che creiamo con l’AI.
In pratica puoi farti un video in cui tu e i tuoi amici fate qualsiasi cosa e in qualsiasi stile, dal cartone animato iperbolico al filmato più realistico.
Nel giro di una notte la produzione di video AI ha smesso di diventare un’attività complessa, riservata a professionisti del settore e destinata a uno scopo specifico (per lo più professionale). È diventata semplicissima, immediata, aperta a tutti e destinata allo scopo primario di tutti i social: la narrazione di noi stessi.
Su questo vi consiglio il video del GOAT Casey Neistat, che racconta la rivoluzione in corso: per pubblicare un video, non servono più soldi, piattaforme e neppure creatività. Bastano due righe da scrivere in un box.
Neistat parla AI-Slop: una brodaglia fatta di stimoli incessanti, video ipnotici e bizzarri, porn di vario tipo (food, fisico, asmr) che fanno leva sui nostri istinti primordiali e macinano miliardi di visualizzazioni.
🍜 Il contenuto diventa fluido
Nel giro di poche settimane continueremo a scrollare le piattaforme, ma pian piano, senza quasi accorgercene, nel feed troveremo sempre più video generati automaticamente.
Con Sora e Vibes, il video che guarderemo potrebbe essere creato in quel preciso momento sulla base di quello che l’algoritmo sa di noi.
Torneremo a casa, ci stravaccheremo sul divano, apriremo lo smartphone (termine che ci apparirà vecchissimo pure questo) e andremo alla ricerca di un qualche tipo di emozione: felicità, leggerezza, tristezza, romanticismo, rabbia. Quasi in tempo reale la piattaforma ci produrrà e ci proporrà nel feed video personalizzati tesi a soddisfare quella richiesta: un mini-show su misura per ciascuno di noi, creato al volo dall’AI.
Lia Haberman ha sottolineato come così il contenuto non è più qualcosa di statico creato da qualcuno e diffuso: diventa un concetto fluido, creato e ricreato continuamente dall’AI in risposta a una domanda precisa di un’utente. È un feed «vivo», che ti osserva e ti serve ciò che (pensa) desideri.
🤨 E io che farò?
Questo il quadro, questa la previsione, questa infine la domanda: noi come sopravviveremo?
I più ottimisti parlano di effetto boomerang: più saremo circondati da fantasie algoritmiche, più sentiremo ogni tanto il bisogno di qualcosa di autentico.
Quando tutto è infinito e sintetico, torna appetibile ciò che è scarso e reale.
Probabilmente assisteremo a un bipolarismo mediatico: da una parte ci faremo cullare dallo scrolling infinito dell’AI, dall’altra cercheremo spazi intimi e umani.
Io dovrò lavorare sui secondi.
🤟 Il valore dell’ingenuità
Non sarà facile. Verremo tentati anche noi dal delegare tutto all’AI. Ma credo che l’equilibrio vincente sarà usare queste nuove tecnologie come strumenti, e non come sostituti.
Automatizzare il lavoro noioso (yep, uso tantissimo DeepResearch), ampliare la creatività, ma senza perdere il controllo sul messaggio.
Per citare una metafora di Brian Morissey, la sfida per chi fa informazione e contenuti sarà farsi trovare con una nutriente e sofisticata cassoeula in un mondo di brodaglie riscaldate.
In un mondo ultraprocessato, spiega, l’accuratezza, l’affidabilità e la verifica della fonte saranno merce rara e preziosa.
Mi piace aggiungere una quarta merce rara: l’umanissima ingenuità.
Quella roba indipendentissima che ti spinge a fare qualcosa di pazzo per il solo gusto di sperimentare e sfidare te stesso e il lettore.
Tipo questa newsletter qua, toh.
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✍️ P.S.
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E ciaooo!







Qua secondo me il vero problema é che, per quanto produrremmo contenuti di valore e professionali che emergano da questa brodaglia, dovremo fare i conti con gli utenti sempre più coinvolti da contenuti finti, con il rischio che quei contenuti professionali non vengano più né capiti né apprezzati. praticamente, l’apocalisse.
Ahah da residente in Belgio da anni e da affezionata cliente, mi fa piacere vedere una sponsorizzazione di Odoo in italiano xD per il resto, il calo dei social mi conforta in un certo senso. Ho avuto enormi perdite di tempo con Instagram per cercare di trovare clienti, mentre invece ho avuto ottimi risultati con LinkedIn e soprattutto YouTube. Mi sento sempre meno in colpa di non essere più molto attiva sugli altri social. Salvo le live di TikTok perché ho avuto ottime esperienze, ma c'è da fare un po' di scrematura...