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Avatar di Nicoló Saracco

“Apripista” suona bene, sembra progresso. In realtà è la versione premium del "non ho sbatti di risponderti". Tu parli, e ti risponde l’avatar. Davvero malvagio come modello, costruisci fama grazie alle persone e poi, quando diventano troppe, deleghi l’umanità a un bot. Innovazione o outsourcing dell’intimità?

Detto questo: grazie per aver fatto un po’ di alfabetizzazione mediatica/finanziaria sul tema. Però qui c’è un paradosso culturale che mostra come tutta la creator economy vive di richieste di interazione (like, share, comment), ma quando l’interazione diventa un lavoro… viene automatizzata.

Se questi modelli diventano lo standard, quali contropoteri restano? Perché qui il rischio è un paywall dell’intimità, un interazione diretta solo per chi paga, e per tutti gli altri la versione automatizzata. È questo che stiamo normalizzando? L'homo economicus al suo apice, “sgancia se vuoi parlare con me”

Tu come la vedi? Dov’è la linea tra “scalare” e trasformare una relazione in un call center con la voce del creator?

Avatar di Andrea Girolami

L'analisi che aspettavo, thx

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