“Apripista” suona bene, sembra progresso. In realtà è la versione premium del "non ho sbatti di risponderti". Tu parli, e ti risponde l’avatar. Davvero malvagio come modello, costruisci fama grazie alle persone e poi, quando diventano troppe, deleghi l’umanità a un bot. Innovazione o outsourcing dell’intimità?
Detto questo: grazie per aver fatto un po’ di alfabetizzazione mediatica/finanziaria sul tema. Però qui c’è un paradosso culturale che mostra come tutta la creator economy vive di richieste di interazione (like, share, comment), ma quando l’interazione diventa un lavoro… viene automatizzata.
Se questi modelli diventano lo standard, quali contropoteri restano? Perché qui il rischio è un paywall dell’intimità, un interazione diretta solo per chi paga, e per tutti gli altri la versione automatizzata. È questo che stiamo normalizzando? L'homo economicus al suo apice, “sgancia se vuoi parlare con me”
Tu come la vedi? Dov’è la linea tra “scalare” e trasformare una relazione in un call center con la voce del creator?
Il mio fact checker preferito! Grazie per rendere tutto semplice.
Personalmente la vedo come la fine dei social questa cosa...
Immaginate una cosa: apri Instagram o Youtube e vedi Francesco in diretta perpetua, senza praticamente emozioni, che trasmette cosa? Sapendo bene, tra l'altro, che non è lui ma un suo corrispettivo digitale?
O una newsletter al giorno, tutti i giorni, senza quell'attesa del "ah, è finalmente giovedì, fammi leggere DJ, chissà cosa ha confezionato questa settimana...."
Si sta perdendo il senso di ogni misura: sempre più schermi, soldi, ansia da prestazione, sempre meno ascolto, meno occhi da guardare, meno energie da percepire, meno emozioni da decifrare.
“Apripista” suona bene, sembra progresso. In realtà è la versione premium del "non ho sbatti di risponderti". Tu parli, e ti risponde l’avatar. Davvero malvagio come modello, costruisci fama grazie alle persone e poi, quando diventano troppe, deleghi l’umanità a un bot. Innovazione o outsourcing dell’intimità?
Detto questo: grazie per aver fatto un po’ di alfabetizzazione mediatica/finanziaria sul tema. Però qui c’è un paradosso culturale che mostra come tutta la creator economy vive di richieste di interazione (like, share, comment), ma quando l’interazione diventa un lavoro… viene automatizzata.
Se questi modelli diventano lo standard, quali contropoteri restano? Perché qui il rischio è un paywall dell’intimità, un interazione diretta solo per chi paga, e per tutti gli altri la versione automatizzata. È questo che stiamo normalizzando? L'homo economicus al suo apice, “sgancia se vuoi parlare con me”
Tu come la vedi? Dov’è la linea tra “scalare” e trasformare una relazione in un call center con la voce del creator?
L'analisi che aspettavo, thx
Il mio fact checker preferito! Grazie per rendere tutto semplice.
Personalmente la vedo come la fine dei social questa cosa...
Immaginate una cosa: apri Instagram o Youtube e vedi Francesco in diretta perpetua, senza praticamente emozioni, che trasmette cosa? Sapendo bene, tra l'altro, che non è lui ma un suo corrispettivo digitale?
O una newsletter al giorno, tutti i giorni, senza quell'attesa del "ah, è finalmente giovedì, fammi leggere DJ, chissà cosa ha confezionato questa settimana...."
Si sta perdendo il senso di ogni misura: sempre più schermi, soldi, ansia da prestazione, sempre meno ascolto, meno occhi da guardare, meno energie da percepire, meno emozioni da decifrare.